Risposta diretta: L’alaggio è l’operazione con cui la barca viene tirata fuori dall’acqua e messa a terra; il varo è l’operazione inversa, cioè rimetterla in acqua. Si eseguono con gru, travel lift (la gru a portale su ruote) o scalo di alaggio, a seconda della dimensione e del peso dell’imbarcazione. Servono soprattutto a fine stagione per il rimessaggio a secco, a inizio stagione per tornare in mare e ogni volta che occorre lavorare sulla carena.
Sono due momenti che ogni armatore incontra almeno una volta l’anno, spesso senza dargli un nome preciso. Eppure alaggio e varo sono il passaggio in cui la barca è più esposta: una manovra fatta bene fila liscia in pochi minuti, una fatta male può lasciare segni sullo scafo.
Cos’è l’alaggio
Alare, in gergo marinaresco, vuol dire tirare. L’alaggio è quindi l’operazione di portare la barca dall’acqua alla terraferma: la si solleva o la si traina fuori e la si appoggia su un invaso, una culla o dei cavalletti nel piazzale del cantiere.
È il momento in cui la barca passa “a secco”. Da lì si può controllare l’opera viva, intervenire sulla carena e prepararla per la sosta invernale.
Cos’è il varo
Il varo è l’operazione speculare: rimettere la barca in acqua. È quello che si fa a inizio stagione, dopo il rimessaggio, oppure quando i lavori a terra sono finiti e l’imbarcazione è pronta a tornare a navigare. Prima di calarla in acqua si verificano prese a mare, tenute e impianti, così da evitare sorprese appena lo scafo galleggia.
Con quali mezzi si alaga e si vara una barca
Non c’è un solo modo: il mezzo dipende soprattutto da peso e dimensioni dell’imbarcazione.
- Gru. Una gru di banchina o un’autogru imbraga lo scafo con fasce e lo solleva. È una soluzione comune per barche piccole e medie, gommoni e per operazioni come l’alberamento.
- Travel lift. È la gru semovente a portale che si muove su ruote a cavallo di una vasca: la barca entra in acqua nella darsena, le fasce passano sotto la carena, il mezzo la solleva e la trasporta fino alla piazzola. È lo standard per le imbarcazioni cabinate e di una certa stazza.
- Scalo di alaggio (scivolo). Un piano inclinato su cui la barca, appoggiata su un carrello, viene tirata su o calata in acqua con un verricello o un trattore. Tipico per natanti su carrello, derive e cantieri dotati di slipway.
- Carrello stradale e muletto. Per le imbarcazioni trasportabili, il rimorchio e il sollevatore permettono di gestire alaggio e varo anche fuori dal cantiere.
Quando servono l’alaggio e il varo
Ci sono alcuni momenti tipici in cui entrano in gioco.
Fine stagione. L’alaggio apre il rimessaggio a secco: la barca esce dall’acqua e passa l’inverno a terra, al riparo dagli agenti marini.
Inizio stagione. Con il varo la barca torna in acqua, di solito dopo i lavori di manutenzione primaverile.
Manutenzione della carena. Molti interventi si possono fare solo a secco: rifacimento dell’antivegetativa, controllo dell’osmosi, sostituzione degli anodi, revisione di eliche, linea d’asse e prese a mare. In questi casi si alaga per lavorare e si vara a lavori conclusi.
Cosa sapere prima di alare la barca
Qualche accortezza aiuta a far andare tutto liscio.
- Peso e punti di sollevamento. Il cantiere deve conoscere peso e dimensioni della barca per usare il mezzo con la portata adeguata, e le fasce vanno posizionate nei punti corretti, lontano da timone, eliche e trasduttori.
- Prenotazione e condizioni. L’alaggio si concorda con il cantiere; per gli scivoli e le gru di banchina contano anche marea e meteo.
- Preparare la barca. Prima della manovra conviene chiudere le prese a mare, proteggere o smontare la strumentazione esterna e assicurare quanto è a bordo.
- Sosta a secco e responsabilità. Servono invaso o cavalletti adeguati per il periodo a terra; è bene sapere in anticipo a chi è affidata la barca durante la manovra e la sosta, e come è coperta.
Alaggio e varo sono spesso compresi nel pacchetto del cantiere insieme alla sosta a secco; per capire come pesano sul totale puoi vedere la guida su quanto costa il rimessaggio. Se vuoi organizzare l’alaggio di fine stagione o il varo di primavera, richiedi un preventivo al cantiere più vicino.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra alaggio e varo?
L’alaggio è l’operazione con cui la barca viene tirata fuori dall’acqua e portata a terra; il varo è l’operazione opposta, cioè rimetterla in acqua. Uno apre la sosta a secco, l’altro segna il ritorno in mare.
Con quali mezzi si alaga una barca?
Dipende da peso e dimensioni: gru di banchina o autogru per barche piccole e medie, travel lift (la gru a portale su ruote) per le imbarcazioni più grandi, scalo di alaggio con carrello per natanti e derive, rimorchio e muletto per le barche trasportabili.
Quando si alaga e quando si vara la barca?
In genere si alaga a fine stagione per il rimessaggio invernale a secco e si vara a inizio stagione per tornare a navigare. Si alaga anche ogni volta che servono lavori sulla carena, come l’antivegetativa o il controllo delle prese a mare.
Quanto tempo serve per alare una barca?
La manovra vera e propria è rapida, spesso questione di minuti per il sollevamento. A questa vanno però aggiunti il turno e l’organizzazione del cantiere e la preparazione della barca: per questo l’alaggio si concorda in anticipo.
Cosa bisogna preparare prima dell’alaggio?
Conviene chiudere le prese a mare, proteggere o smontare la strumentazione esterna, assicurare quanto è a bordo e comunicare al cantiere peso e dimensioni della barca, così da usare il mezzo adatto e posizionare correttamente le fasce.